1. INTRODUZIONE

Il Bacino del Mediterraneo offre una notevole diversità biologica: vi si concentrano ben 25 000 specie vegetali diverse. L'Italia, penisola ben proiettata nel Mediterraneo, comprende circa 5 600 specie spontanee ed almeno altre 500 tra le più frequentemente coltivate. Queste 6 100 piante complessive sono specie di prevalenza mediterranea e da sole costituiscono circa la metà dell'intera flora europea, pur avendo l'Italia, una superficie che è 1/30 di quella d'Europa. In Italia, secondo la recente "Flora d'Italia" di Sandro Pignatti (1982), le specie endemiche sono 712, pari al 12% del totale. La bellezza e la ricchezza della flora italiana costituiscono un patrimonio insostituibile che va conservato e protetto.

I possibili metodi universalmente noti per conservare la variabilità genetica, preservandola così dall'erosione, sono la conservazione "in situ" (nei Parchi Nazionali, nelle Riserve Naturali, nei Giardini e Orti Botanici) e la conservazione "ex situ" da attuarsi nei laboratori biologici. Uno di questi laboratori è la Banca di Germoplasma del Mediterraneo Onlus, che utilizza il metodo criogenico di conservazione dei semi quiescenti. Programmi simili sono stati attuati dai governi di tutto il mondo ed hanno dato risposte positive nei casi in cui il patrimonio indigeno è stato sfortunatamente distrutto. Attualmente esistono circa 1300 banche dei semi in tutto il Pianeta.

La Banca di Germoplasma del Mediterraneo Onlus si occupa principalmente della salvaguardia di specie selvatiche rare e meno rare, senza preferenza per quelle progenitrici di piante d'interesse alimentare, e finora ha già raccolto più di 400 specie della flora mediterranea e conta di riuscire nel tempo a crioconservarne l'intero germoplasma.

2. LA BANCA DI GERMOPLASMA DEL MEDITERRANEO: motivazioni e scopi

Si denota che alle soglie del XXI secolo in Italia non è ancora stata attivata nessuna struttura per la conservazione dei semi delle piante selvatiche a più ampio spettro, riguardante, cioè, la raccolta del Germoplasma della flora d'intere Regioni o, come sarebbe più auspicabile, dell'intera Nazione, così come avviene invece, da circa 40 anni in parte dell'Europa, in Russia e in America. L'Italia, penisola proiettata nel Mediterraneo, ben si presta a sede per la raccolta del germoplasma di tutte le specie della flora mediterranea. Paradossalmente, invece, nessuna istituzione scientifica, pubblica o privata che sia, si è preoccupata di farlo. La Sicilia, inoltre, contenendo un alto numero di specie tra tutte quelle della flora mediterranea, potrebbe candidarsi a sede eletttiva per questo scopo.

Quest'iniziativa in oggetto nasce proprio per far fronte a questa carenza protezionistica e mira alla realizzazione di una banca di germoplasma che raccolga inizialmente i semi della Regione Sicilia e poi si estenda a tutte le altre Regioni italiane e straniere del bacino Mediterraneo. Conservare la biodiversità della flora siciliana e mediterranea sotto forma di germoplasma, equivale a conservare un patrimonio vegetale quiescente di valore inestimabile da utilizzare in futuro, qualora se ne presenti la necessità (ci si augura il più lontano possibile!).

L'iniziativa non si prefigge alcun interesse economico o rendiconto che sia: si sostiene con autofinanziamento, contributi e donazioni. I suoi nobili scopi sono svolti con passione e dedizione e ciò conduce a risolvere i problemi che sorgono con i pochi mezzi a disposizione.

3. PROVVEDIMENTI LEGISLATIVI IN MATERIA DI PROTEZIONE DELLE PIANTE

Nei "Red Data Books" dell'IUCN (International Union for Conservation of Nature) sono citati almeno un centinaio di piante appartenenti alla flora mediterranea, considerate a rischio di sopravvivenza (molte di queste sono già protette da disposizioni di legge). Fortunatamente soltanto un numero basso di esse è realmente ad un passo dall'estinzione ma se non si provvede per tempo, questo numero potrebbe salire vertiginosamente.

Nel 1986 i botanici Ingrid e Peter Schönfelder (in Die Kosmos Mittelmeerflora) denunciano che: "Nelle terre che si affacciano sulle rive del Mediterraneo la tutela dei beni naturali è più debole che nei Paesi centroeuropei, e ciò nonostante che negli ultimi venti anni, proprio nei territori costieri, la vegetazione degna di essere protetta sia caduta vittima, più che in qualsiasi altra parte d'Europa, dell'edilizia spesso abusiva e incontrollata. Con l'accordo di Washington sulla protezione della natura sono state poste sotto tutela solo pochissime specie mediterranee, cioè solo gli endemismi italiani: Abies nebrodensis (Lojac) Mattei (abete dei Nebrodi), Celtis aetnensis (bagolaro dell'Etna) e Ribes sardoum Martelli (ribes di Sardegna). Un inizio, in realtà molto modesto, rispetto alle numerose centinaia di specie endemiche legate alla vegetazione di tutto il Mediterraneo, la cui sopravvivenza è in pericolo".

In effetti, nei Libri Rossi 1997/98, come in quello del botanico Antonio Canu, le specie segnalate del territorio italiano a rischio di sopravvivenza sono, appunto, centinaia.

Già da tempo il Consiglio Economico delle Comunità Europee (CEE) con direttiva 92/43 del 21 maggio 1992 ha adottato la "CONSERVAZIONE DEGLI HABITAT NATURALI E SEMINATURALI E DELLA FLORA E DELLA FAUNA SELVATICHE". Lo scopo principale stabilito da questa direttiva è promuovere il mantenimento della biodiversità nel territorio europeo degli Stati membri, poiché " gli habitat naturali non cessano di degradarsi e un numero crescente di specie selvatiche è gravemente minacciato. Queste specie fanno parte del patrimonio naturale della Comunità e i pericoli che esse corrono sono generalmente di natura transfrontaliera, perciò è necessario adottare misure a livello comunitario per la loro conservazione. Tenuto conto delle minacce che incombono su taluni tipi di habitat e su talune specie, è necessario definirli come prioritari per favorire la rapida attuazione di misure volte a garantirne la conservazione" (tratto dalla Gazz. Uff. della Comunità Europea 22-07-92).

In questa direttiva sono segnalate come piante da proteggere, a titolo d'esempio: Mandragora officinarum L., Ruscus aculeatus L., Cytisus aeolicus Guss. ex Lindl. (attualmente queste piante in esempio sono crioconservate nella Banca dei semi della nostra associazione).

Ma nell'attesa che gli organi preposti della Regione siciliana si attivino pienamente in questo senso e una volta designate le aree da proteggere abbiano anche il tempo di renderle attive e funzionanti, bisogna far sì che il patrimonio genetico della biodiversità della flora mediterranea presente sul nostro territorio non vada in nessun modo disperso, ma sia conservato "ex situ" nelle Banche dei semi, per essere prontamente reperibile e fruibile per l'utilizzazione, qualora se ne presenti la necessità.

Sono questi i presupposti che hanno motivato e fatto nascere la Banca di Germoplasma del Mediterraneo Onlus, per volontà di un gruppo di privati cittadini (biologi, docenti e amanti della natura), allo scopo di salvaguardare la biodiversità della flora del Mediterraneo.

 

 


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