E1 = La dispersione dei semi di Euphorbia characias L. (Euphorbiaceae)
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La dispersione dei semi di E. characias, pianta comune nell’area di vegetazione mediterranea, avviene, in successione temporale, mediante autocorìa e mirmecocorìa.
Inizialmente i semi, lisci, ovoidali, di circa 2.5 x 4 mm, grigio-argentei, muniti di una caruncola (poiché prossima al micropilo) quasi bianca, sono espulsi balisticamente, raggiungendo fino a 3 m di distanza dalla pianta-madre, mediante la repentina deiscenza della capsula tricocca, con solchi intercarpellari profondi, pubescente, dal diametro di circa 7 mm. Le distanze raggiunte mediante il lancio dei semi sono influenzate dall'altezza delle infiorescenze e dall'angolo dell'asse delle capsule mature, mentre Il peso dei semi, l’orientamento della capsula e la forza di deiscenza della stessa, non sembrano influenzare la distanza del lancio dei semi (1, 2).
Quando i semi sono sparsi sul terreno, gli elaiosomi richiamano alcune specie di formiche poiché è proprio sull’elaiosoma che questi insetti concentrano la loro attenzione, dopo aver ispezionato il seme con le antenne, sedi di importanti centri sensoriali, come quelli olfattivi. Le formiche, trasportano allora i semi di E. characias (che è una delle circa 3.500 specie conosciute di piante Angiospermophyta le cui diaspore presentano elaiosomi) verso il loro nido prendendoli dalla parte dell’elaiosoma con le mandibole.
L’attenzione di questo studio è stata rivolta a specie di formiche viventi in Sicilia (3). Messor structor (Latr.), una specie granivora, preda i semi di E. characias ed il suo contributo come agente di dispersione è poco importante. Pheidole pallidula (Nyl.) porta i semi al nido in campo aperto, mangia l’elaiosoma e lascia i semi all'interno del nido; i semi possono germinare ma non crescono perché sono mangiati o muoiono durante l'inverno. Ma l’influenza di queste due specie di formiche non è completamente negativa: perdendo accidentalmente semi lungo il percorso, esse diffondono l’E. characias e compensano – almeno in parte – il danno causato dalla loro predazione. I semi raccolti da un’altra specie granivora: Aphaenogaster crocea ssp. sicula Em. sono privati dell’elaiosoma, e portati fuori dal nido e ciò contribuisce alla dispersione della pianta.
Un vero rapporto di mutualismo reciproco si instaura tra la pianta e alcune specie di formiche Formicinae quali: Acantholepis nigra Em., Camponotus barbaricus Em., Camponotus ligniperda (Latr.), Camponotus policornis ssp. siculus Em., Formica lugubris Zett., Formica sanguinea Latr., Lasius alienatus (Först.), Lasius niger L., Lasius flavus (F.) (4). Tutte queste specie di Formicinae, caratterizzate da assenza di aculeo, mandibole poco sviluppate e peduncolo (peziolo) che collega l’addome al torace formato da un solo segmento, portano i semi all’interno del formicaio, li privano degli elaiosoma e poi li trasportano lontano dal nido in luoghi spesso utili per la germinazione, a distanze anche di più di 70 m dal luogo di raccolta, assolvendo appieno la loro funzione simbiotica, di agenti di dispersione.
1) X. Espadaler, C. Gómez (1997). Soil surface searching and transport of Euphorbia characias seed by ants. Acta Oecologica, 18 (1), 39-46.
2) C. Gómez, X. Espadaler (1998).The seed dispersal curve of a Mediterranean myrmecochore: influence of ant size and the distance to nest. Ecological Research 13, 347-354.
3) C. Baroni Urbani (1971). Catalogo delle specie di Formicidae d’Italia. Memorie della Società Entomologica Italina, 50, 267-275.
4) I. Li Vigni, B. Paternostro, V. Giusquiamo (2001). Myrmecochorous plants in Mediterranean region and their dispersal by ants. X OPTIMA Meeting, 199.